Monti e Hollande: nessun dubbio sull’Eurozona per ripristinare la fiducia

Monti e Hollande: nessun dubbio sull’Eurozona per ripristinare la fiducia. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il presidente della Repubblica francese, François Hollande, riuniti in un vertice ieri a Roma, hanno tracciato un percorso in tre tappe per salvare l’euro: attuare le decisioni del Consiglio europeo di giugno, risolvere i problemi di Grecia e Spagna e realizzare l’unione bancaria europea. Monti ha detto che “fare i compiti a casa è necessario ma non sufficiente”.
10 AGO 20
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/media/uploads/2011/Schermata%202012-09-04%20a%2011_55_51.pngMonti e Hollande: nessun dubbio sull’Eurozona per ripristinare la fiducia. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il presidente della Repubblica francese, François Hollande, riuniti in un vertice ieri a Roma, hanno tracciato un percorso in tre tappe per salvare l’euro: attuare le decisioni del Consiglio europeo di giugno, risolvere i problemi di Grecia e Spagna e realizzare l’unione bancaria europea. Monti ha detto che “fare i compiti a casa è necessario ma non sufficiente”: “Occorre che, via via che si realizzano, i progressi di politica economica” vengano riconosciuti dall’Unione europea. Il prossimo vertice bilaterale sarà a Lione, a confermare tra l’altro l’impegno comune per realizzare la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione (Tav).

Il “giusto” spread a 200 punti. Lo certifica la Banca d’Italia: “I fondamentali economici (…) non giustificano i 450 punti di spread registrati a giugno”. Il divario è da imputare al “rischio contagio” in Europa. Ieri il differenziale Btp-Bund si è attestato in calo a 428 punti. Chiusura lievemente negativa per le Borse europee in attesa del Consiglio Bce di giovedì, solo Madrid sopra la parità. Oro ai massimi da sei mesi, 1.700 dollari l’oncia, su speculazione di nuovi stimoli dalla Fed.

La Banca centrale europea striglia gli investitori e invoca una Borsa comune.
Ieri il membro tedesco del Consiglio direttivo della Bce, Jörg Asmussen, ha dichiarato che gli investitori “scontano un collasso dell’Eurozona” e ha suggerito di “andare verso un’unione dei mercati finanziari” perché “quando è in gioco la stabilità finanziaria di tutta l’Europa, la risposta deve essere europea”.

Agosto turbo per l’auto americana. Rispetto a luglio sono aumentate del 14 per cento le immatricolazioni per Chrysler, controllata Fiat, mai così bene dal 2007. Ford (più 12 per cento), Gm (più 10). Ancora ferma, invece, l’industria: l’indice Ism manifatturiero per il terzo mese consecutivo è rimasto sotto la soglia dei 50 punti. Segno che non c’è espansione economica.

Calma zen all’Istat cinese. Il capo dell’Istituto di statistica di Pechino assicura: “Raggiungeremo gli obiettivi di crescita, il rischio di frenata improvvisa per l’economia nazionale non sussiste”. Rispondendo al Foglio, Ma Jiantang, ospite lunedì a un seminario dell’Istat a Roma, ha allontanato i dubbi sulla possibilità che Pechino non riesca a raggiungere il tasso di crescita previsto per quest’anno (7,5 per cento). Nel caso si realizzasse quanto previsto da numerosi analisti, sarebbe la prima volta da quando il premier Wen Jiabao è in carica (2003). Senza fornire dati diversi da quelli ufficiali, Ma Jiantang ha sostenuto la tesi che anche con “una crescita del 6 per cento nell’ultima parte dell’anno l’obiettivo sarà raggiunto”, nonostante la contrazione del settore manifatturiero. Il dirigente ha esternato il suo disappunto per le previsioni del cosiddetto “hard landing”, cioè la possibilità che la crisi colpisca anche Pechino: “Non succederà perché c’è ancora margine per un’alta crescita di imprenditoria e industrializzazione”.

Quasi impossibile trovare compratori per Alcoa, dice il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. L’impianto sardo che produce alluminio rischia la chiusura. Ieri due operai sono saliti su un silos alto 70 metri per protesta. Chiedono di rinviare lo spegnimento dell’impianto.

La fobia degli italiani è la crisi. Uno su due (55 per cento) ne teme gli effetti. Spaventano meno mafia (5), inquinamento (6), immigrazione (6,9) e terremoti (7,3). Lo dice un sondaggio GFK-Emer per National Geographic Channel su 16 paesi dell’Ue.

Gazprom sotto inchiesta. La Commissione europea ha aperto una procedura formale contro il monopolista russo del gas per sospette pratiche anticoncorrenziali in Europa centro-orientale. Tre i capitoli: abuso di posizione dominante, impedimenti alla diversificazione delle forniture, prezzi gas legati a quelli del petrolio.
Nel grafico (clicca sull'immagine per ingrandirla): DAX ÜBER ALLES. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, due giorni fa ha attaccato i mercati (“non aiutano il popolo”). Eppure è proprio la Borsa di Francoforte (indice Dax) che si conferma la migliore del mondo da ottobre 2011 con guadagni del 26,7 per cento. Meglio dell’indice americano S&P500, in aumento del 24,7 per cento. Come si nota dal grafico, compilato dalla eresearch corp., la performance peggiore è stata registrata dal listino cinese Shanghai composite.